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Operazione Rhino

Operazione Rhino inizia con l’arrivo al parco del rinoceronte bianco Freddy, che diventa, infatti, la bandiera dell’antibracconaggio, facendo conoscere a oltre 1 mln di visitatori in 3 anni una specie a forte rischio estinzione. L’iniziativa “Operazione Rhino” ha sostenuto inizialmente la conservazione dei rinoceronti bianchi in Namibia e in particolare nella riserva di Ongawa, in collaborazione con AIEA – PPA, e successivamente nella riserva uMkhuze Game Reserve (Sudafrica), grazie a una partnership continuativa con Save The Rhino. Grazie ai soldi raccolti per la formazione e l’equipaggiamento dei rangers in Namibia, non si sono registrati nuovi casi di uccisione dei pachidermi nella riserva di Ongawa, a differenza dei vicini parchi nazionali.

Perchè i rinoceronti rischiano l’estinzione?

I rinoceronti rischiano di scomparire nel giro di 10 anni a causa del bracconaggio. Il loro corno è infatti ritenuto erroneamente, e senza prove scientifiche, curativo di molte malattie, come epilessia e cancro, oltre a un afrodisiaco.

Il valore del corno

Il bracconaggio è un mercato globale il cui valore viene stimato tra i 70 e 213 miliardi di dollari l’anno e che, dopo il traffico di armi, di droga e di esseri umani, è il terzo più redditizio del mondo illegale. Il valore di un singolo corno è di circa 90mila dollari/kg (contro i 80mila dollari della cocaina!). La domanda viene da Cina, Vietnam, Laos e Thailandia. Il problema sono i falsi “miti” legati alla proprietà del corno: si crede che la sua polvere abbia capacità curative (dalla febbre all’epilessia e il cancro) e poteri afrodisiaci.

I numeri

Secondo il dipartimento Affari Ambientali sudafricano DEA (Dipartment Environmet Affairs) da gennaio a fine giugno 2017 sono stati uccisi dai bracconieri 529 rinoceronti (contro i 542 dei primi 6 mesi del 2016) e 243 solo nel Kruger National Park, parco dove si trova la più grande concentrazione di rinoceronti di tutta l’Africa. Continua a essere un elevato numero, ma la buona notizia è che risulta quindi il 34% in meno rispetto al 2016.

Nel 2017 sono stati arrestati, inoltre, 471 bracconieri!

La riduzione del numero degli individui uccisi è dovuta alla collaborazione di ranger, che pattugliano e proteggono gli animali, ed organizzazioni internazionali. Un dato però non ancora stimato sono le uccisioni nelle riserve private e orfanotrofi, che sono stati istituiti in Africa per proteggere la specie, luoghi in cui fino a poco tempo fa non si verificano casi di bracconaggio.

Freddy

Freddy è morto a 37 anni per problemi legati all’età. In natura i rinoceronti bianchi vivono in media 33 anni, ma oggi a causa del bracconaggio spietato che sta portando all’estinzione della specie in meno di 10 anni, i rinoceronti non hanno quasi più possibilità di sopravvivenza. L’impegno di ZOOM continua esattamente come Freddy continua a essere il nostro simbolo dell’antibracconaggio.

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